Disturbo di panico e ansia – dott.ssa Lorella Palumbo – Psicologa Ostia

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Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) nato nel 1952 e sottoposto negli anni a continue revisioni (l’ultima edizione è quella del 2014 con il  DSM V) considera un attacco di panico quel periodo di intensa paura durante il quale sono presenti  almeno quattro dei seguenti sintomi:

  • palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia 
  • sudorazione
  • tremori
  • dispnea o sensazione di soffocamento
  • sensazione di fatica nel respirare
  • dolore o fitta al petto
  • nausea o dolori addominali
  • vertigini, sensazione di instabilità, di testa leggera o di svenimento
  • derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (sentirsi disgiunto da se stessi)
  • paura di perdere il controllo o di impazzire
  • paura di morire
  • parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)
  • brividi o vampate di calore

I sintomi possono presentarsi all’improvviso, anche durante il sonno, e questo spesso destabilizza la persona perchè non sa cosa le sta succedendo. La sensazione di stare male fisicamente e di poter morire da un momento all’altro è così devastante ed invalidante che in genere le persone sviluppano una forte preoccupazione rispetto alla propria salute fisica, con la conseguenza d vivere nuovi allarmi e di generare ulteriore tensione.

Quali sono le cause dell’attacco di panico?

Comunemente si è portati a cercare una causa che giustifichi l’insorgere dell’attacco di  panico o di qualunque altro stato di sofferenza mentale.

Tale causa è di solito rinvenuta negli eventi traumatici della vita: lutti, problemi di lavoro, nascita di un figlio, rottura di una relazione affettiva, malattie, divorzio.

Altre volte la causa è cercata nel proprio modo di essere, oppure a “come hanno funzionato i propri genitori”: “Sono ansioso perchè anche mia madre/o mio padre lo era”. Questi eventi, che sicuramente hanno un impatto significativo, forse non sono la causa ma lasciano intravedere come la persona si disponga di fronte alle circostanze che la vita presenta. Ci sono sistemi mente-corpo che accolgono gli eventi come un’opportunità per trasformazioni funzionali al proprio vivere e ci sono sistemi mente-corpo che al contrario si irrigidiscono generando, loro malgrado, una disorganizzazione nel proprio vivere.

Ci si può irrigidire perchè non si accetta che le cose vadano in un modo diverso da quello che si vorrebbe, oppure ci si può irrigidire quando si cerca di controllare la propria vita perchè non avvenga ciò che ci fa più paura (come se questo fosse realmente possibile!).

A partire dalle ipotesi psicoanalitiche sviluppate da Armando Ferrari e dal suo gruppo di ricerca clinica (Istituto Psicoanalitico di Formazione e Ricerca Armando B. Ferrari), l’individuo è visto come un sistema mente-corpo complesso che nasce come  fisico (insieme di organi che costituiscono gli apparati) ma è anche corporeità (insieme di sensazioni, emozioni, percezioni, tensioni, dolore) con un suo linguaggio unico e irripetibile fatto di postura, gesti, movimenti, ecc. ed è anche apparato mentale che registra. Nella sua ipotesi Ferrari supera la concezione di una mente separata dal corpo e pensa ad un corpo-mente (Uno) e ad una mente-corpo (Bino)  in continua dialettica tra loro che si attiva alla nascita e che continua per tutta la vita articolandosi in modi e forme diverse all’interno dello stesso individuo.

Seguendo questa ipotesi è possibile pensare al disturbo di panico e di ansia, che vengono proprio dal corpo, come forme di linguaggio creativo che il corpo-mente escogita per comunicare con quella determinata mente-corpo quando il modo di vivere non è più funzionale a quel sistema mente-corpo. Seguendo sempre questa ipotesi l’ansia (in tutte le sue forme) o  l’attacco di panico rappresentano una forma di comunicazione che contiene in sé potenziali significati che vanno affiancati e decodificati.

E’ possibile pensare al sintomo (attacco di panico o ansia) non tanto come un problema da eliminare quanto un varco per accedere ad una maggiore comprensione di se stessi. Ciò può essere affrontato con  il contributo di uno psicoterapeuta la cui funzione è quella di condurre l’individuo ad incontrare se stesso e ad attivare una comunicazione in un sistema mente-corpo nuova e più funzionale al vivere.

Bibliografia
Ferrari A.B. (1998), L’alba del pensiero, Borla, Roma
Ferrari A.B. (2004), L’eclisse del corpo, Borla, Roma
Carignani P., Romano F.,  (2006), Prendere Corpo, FrancoAngeli,  Milano