Cos’è la psicoterapia?
La psicoterapia è una pratica terapeutica della psicologia e della psichiatria che ha come finalità l’affrontare la sofferenza e il disagio mentale. Perchè come a volte si ammala il corpo, a volte si ammala anche la mente. E allora possiamo chiederci cos’è la mente? Le neuroscienze ci sono venute in aiuto e ormai si concorda sul fatto che la mente è il prodotto dell’interazione tra struttura e funzione del nostro cervello (che dipendono da fattori costituzionali e biologici) e l’interazione con l’esperienza intrapsichica (come noi reagiamo a noi stessi) e l’esperienza interpersonale (come noi reagiamo agli altri) e con ciò che la vita ci offre.
La sofferenza mentale e psicologica può:
- essere scatenata da momenti difficili della vita: separazioni, malattie, eventi traumatici, difficoltà di concepimento, problemi lavorativi
- essere scatenata da momenti evolutivi: la nascita di un figlio, l’adolescenza, il lutto
- presentarsi sotto forma di depressione, di ossessioni, di ansia, di fobie, di dipendenze
- presentarsi sotto forma di condizioni psicopatologiche gravi come i disturbi psicotici, i disturbi dell’umore, i disturbi dissociativi, ed altri.
La funzione della psicoterapia è quella di accompagnare la persona ad esplorare, conoscere, aprire il pensiero verso altri punti prospettici e assumere la responsabilità sul proprio vivere.
Come funziona la psicoterapia?
La psicoterapia si svolge all’interno di uno spazio professionale, lo studio (privato o pubblico) dello psicoterapeuta, per una durata concordata (in genere 50 minuti), con regole di setting condivise (giorno, orario, modalità di pagamento, continuità del lavoro, sedute saltate, ecc.). I primi colloqui sono orientati alla diagnosi, alla valutazione clinica e alla definizione di un contratto terapeutico. I successivi colloqui avranno invece la funzione di entrare nel cuore del problema, stimolando l’auto-osservazione del paziente su di sé, affinché possa rendersi consapevole di come si dispone verso se stesso e verso la propria vita, spesso causa del disagio che presenta.
La funzione dello psicoterapeuta, avvalendosi del proprio modello teorico (il sapere), e della propria metodologia (saper fare), è quella di attivare al massimo le risorse presenti nel sistema psico-fisico della persona offrendo contenimento e sollecitando la responsabilità verso le proprie emozioni, i propri sentimenti e i propri pensieri.
La psicoterapia stimola dunque un “processo di cambiamento” nella persona, senza offrire soluzioni precostituite. Perchè avvenga “un processo di cambiamento” è necessario che ci siano uno spazio, un tempo e una regolarità.
Quanto dura la psicoterapia?
La durata dipende da diversi fattori:
- da quanto il disagio è invalidante e cronico
- da quanto sono rigide e inflessibili le difese
- dal tipo di resilienza di cui è dotata la persona
Cos’è L’EMDR?
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una metodologia complessa che si basa sulla stimolazione dei movimenti oculari.
Alla base dell’EMDR c’è il modello dell’AIP (Adoptive Information Processing) secondo il quale il nostro sistema celebrale è in grado di processare i ricordi.
Quando una persona subisce un grave trauma psicologico (incidente stradale, strage, abuso fisico o psicologico, violenze domestiche, ecc) sembra che ci sia uno squilibrio nel sistema nervoso a carico dei neurotrasmettitori e/o a carico dei livelli di adrenalina. A causa di questo squilibrio il nostro sistema cerebrale sembra non essere in grado di processare le diverse informazioni acquisite al momento dell’evento: sensazioni fisiche, immagini, odori, suoni, emozioni, ecc. Tutto questo materiale sembra essere conservato dentro la nostra memoria e viene riattivato anche in situazioni che non hanno nulla a che vedere con l’evento traumatico.
Scopo dell’EMDR è mettere in moto la capacità della persona di elaborare in maniera corretta le informazioni, le emozioni e i pensieri negativi suscitati dai ricordi legati all’evento traumatico.
Nella pratica clinica si parte dall’evento traumatico e si stimola la rielaborazione dell’informazione attraverso una serie di set di movimenti oculari prodotti dallo psicoterapeuta. A mano a mano che si procede con i set di movimenti oculari (o con altre forme di stimolazioni alternate destra/ sinistra) la persona riporta cambiamenti nelle emozioni concernenti il ricordo e le sensazioni fisiche. Tale cambiamento non riguarda la perdita del ricordo ma la riduzione dell’intensità emotiva che accompagna il ricordo. Dopo l’EMDR la persona ricorda ancora l’evento o l’esperienza traumatica ma sente che fa parte del passato e non risulta così impattante dal punto di vista emotivo.